giovedì 13 giugno 2013

Questa sono io.

Due anni fa ho aperto un blog, non per seguire la moda (come, in tanti, hanno pensato.) ma perché avevo tante cose da dire.
I pensieri mi affollavano la mente e dargli voce, per una come me, non è mai stato facile.
Le parole escono fluide, solo quando le scrivo. Io non so dire cosa sento o provo, non sempre riesco a dire quanto uno sguardo o una frase mi abbiano ferito, o al contrario, mi abbiano reso felice.
Troppo chiusa, troppo introversa, una musona, un po' orsa, sempre incazzata... Così - sin da adolescente- mi descriveva chi di me, non sapeva nulla, chi si fermava all'apparenza, chi non volevo far entrare nella mia vita e preferivo vedesse e pensasse solo questo.
È così anche adesso, certe cose non sono destinate a cambiare. Forse, certe cose, in fondo, mi stanno bene così come sono. 
Perché far entrare le persone nella mia vita, è sempre stato un affare troppo grosso, troppo complicato, laborioso, deludente troppo spesso. 
Perché quando apro il cuore, lo faccio senza riserve, SEMPRE. Con gli amici, con l'amore io non conosco limiti, non ho segreti, non ho resistenze, non ho maschere, non conosco tattiche, non mento. 
E il dolore quando qualcuno decide di andare via, non è facile da gestire. 
Io non sono brava a farlo. 
Io mi chiudo in me stessa e non dico niente, non una parole, non un gesto... In realtà, vorrei: urlare, odiare, far capire che dietro a un ostinato silenzio c'è un mondo di sensazioni, emozioni e sentimenti contrastanti e devastanti.

Sono passati due anni e sapete cosa è cambiato? Non riesco neanche più a scrivere, perchè ho sempre paura che esternando i miei pensieri sia più facile per gli altri, invadere il mio mondo e le mie certezze. Crearsi il proprio piccolo universo, non è una cosa semplice e quando pensi di esserci riuscita, ne diventi una custode gelosa...

Kiss. 
R. 

martedì 28 maggio 2013

Due anni insieme. Grazie!

Ciao a tutti.
Sono una brutta e cattiva persona, ieri era il compleanno del mio blog ed io non ho pubblicato un post per ringraziarvi.
Credo di avere, però, una piccola giustificazione: ho fatto un esame e quindi la mia distrazione non era dovuta a delle futilità.

Che dire? Sono passati già due anni e non mi sembra vero.
Il blog, troppo spesso, lo abbandono. Passano mesi senza che io scriva e non ho ancora capito il vero motivo.
In realtà, tra le bozze, ci sono N post in attesa di essere pubblicati, poi quando li rileggo, ci ripenso. È come se non avessi il coraggio dei miei pensieri.

Tuttavia, questa è una delle esperienze più belle che io abbia fatto. Ho conosciuto tantissime persone e alcune sono diventate delle amiche che sento spesso, sono stata, tante volte, capita da "sconosciuti" che sembrava mi leggessero dentro come neanche io stessa, riesco a fare. Ho ricevuto qualche critica, commenti pungenti, mi hanno fatto notare che il mio non è un "vero" blog perché non parlo di moda e non faccio foto outfit...

Io, dopo due anni, posso solo dirvi che continuerò a scrivere e lo farò allo stesso modo, perché è il mio sfogo e dopo aver pubblicato un post, mi sento sempre più leggera.

Grazie a tutti per l'affetto ed i commenti.

giovedì 16 maggio 2013

Non ci sono più i Maggio di una volta!

Sono delusa.
Maggio, ti ho aspettato tanto, sei arrivato e che fai? Mi regali pioggia, nebbia e freddo? A me?

Io non ho parole. La mia vita è cambiata tanto in questi ultimi 6 mesi e ancora non riesco a capire se in meglio o no. Mi sa di no, però eh.
Dunque, io, siciliana e abituata al mare, al sole, al caldo e tutte queste belle cose, nel 2004 mi trasferisco a Roma. Che figata!
Roma mi piace, il clima è mite, laggente particolare, conosco un sacco di persone e faccio tante cose. Fin qui tutto bene.
Eppoi, ad agosto del 2012 "sbrocco" e decido di andare ad espiare i miei peccati ( che non ho ancora capito quali siano), in un paesino tra i monti. Monti, tanti monti, troppi monti. Heidi sei una sfigata, è giusto che tu lo sappia.
Arriva novembre, lascio Roma e inizio la mia nuova vita tra sti cazzo di monti: nebbia, pioggia e neve.
Scopro che la neve è il mio inferno personale, scivolo ad ogni passo e per fare 20 metri mi ci vuole una buona mezz'ora.
Ogni giorno, dal 4 novembre, mi faccio forza pensando che maggio arriverà presto e tutto cambierà.
In effetti maggio è arrivato, io, dopo cinque mesi e mezzo passati a far la spola tra Roma e i Monti per l'ammmmore, mi ritrovo single. La neve ha smesso di farmi del male, ma fa freddo e piove sempre e c'è la nebbia. Ed io, prima di venire qui, non sapevo nemmeno come fosse fatta sta nebbia.
In ventisei anni di vita, maggio è sempre stato uno dei miei mesi preferiti: il primo caldo, gli aperitivi all'aperto, il piedino fuori dalle coperte, il pijamino leggero, il giubbotto di pelle, l'ombrello nell'armadio, gelato a pranzo, lo shopping estivo, i pranzi al mare durante il week end... E adesso tutto questo non c'è più.
La domanda sorge spontanea: ma secondo voi, questi cambiamenti, dovrei definirli positivi?

domenica 5 maggio 2013

Il karma...

Mi sono svegliata da un lungo sonno durato più di un mese.
Eccomi qui, con i miei soliti post deliranti.
Domenica mattina, sveglia prestissimo, canto a squarciagola in una casa vuota, con tutte le finestre aperte e la mia voce stonata rompe il silenzio assordante di un paesino di provincia piovoso e assai tranquillo.
Canzoni vecchie, ricordi che si susseguono, volti di persone care che mi hanno insegnato la vita.
La domenica, per me, è pranzo con mio padre, compiti di storia e italiano fatti con mio zio, in villa, e poi al cinema con tanti cipster ma niente coca-cola, è tornare a casa e raccontare il film, scena per scena, a mia madre che con le orecchie insanguinate mi ascolta sorridendo, è cena a casa di nonna e poi andare su da zio e ballare Celentano, Venditti e Battisti.

Nell'apatia di questa mattina cupa, tra la nostalgia e l'allergia che non mi dà tregua, penso anche a un sacco di boiate. E, invece, il libro di procedura civile ammicca, ma non è il mio tipo PER GNENTE PROPRIO.
Penso ma sto Karma, ma che brutta storia è?! Uno fa una cosa senza manco pensarci, ma poi il karma se lo ricorda evvai col tango: tragedie, disgrazie e cazzivari.
Ma mi chiedo, il karma ha "effetto retroattivo"? Cioè, io sono una giusta, durante questa vita non mi pare di aver fatto casini, quindi non è che sto pagando lo scotto di vite passate?
Dev'essere così. È l'unica conclusione plausibile. Eppure io ho sempre pensato di essere stata un sasso, in precedenza. Vabbeh che ve devo dì? Probabilmente ero uno di quei sassolini stronzi demmerda che ti entrano nelle scarpe.

Non mi preoccupo perché Paolo Fox mi ha detto che l'estate 2013 è la MIA estate e non la vostra. Tzè.

domenica 24 marzo 2013

L'insostenibile pesantezza del (mio) essere

Non scrivo da tanto tempo, rifletto da molto.
Ogni giorno mi alzo e dico che scriverò un post, ma poi non lo faccio. Non devo scrivere per forza, devo farlo quando ho qualcosa di importante da dire, quando ho metabolizzato le cose che avrei voglia di esprimere e di esternare perché altrimenti, creo un post scialbo e vuoto.

Sono sempre stata una persona "totalizzante", io dò tutto o niente, studio tantissimo o non studio affatto,  oscillo sempre tra il fare (a volte anche strafare) e l'apatia.
Non mi piace vivere a metà, non mi piace amare poco, essere amica a pezzi, fare progetti che non porterò a termine.

Tutto questo, mi ha portato, mi porta e continuerà a portarmi tante soddisfazioni, ma altrettante delusioni. Non mi prendo mai troppo sul serio, ma sono rigida, molto, con me stessa. 
Gli errori che commetto sono infiniti, ma non me li perdono MAI, cerco di imparare qualcosa e non sempre ci riesco. Spesso, faccio gli stessi sbagli come se chiudessi gli occhi e cancellassi tutto quello che è stato prima e, inevitabilmente, sbatto la testa, ancora e ancora, sempre sullo stesso punto.

Che posso fare? Io sono così e, infondo, mi vado bene e mi piaccio sotto alcuni aspetti, sotto altri mi detesto. 
Ho un fortissimo sesto senso, ho la capacità di capire sin da subito cosa posso o non posso aspettarmi dalle persone che mi circondano, ma spero sempre di aver "toppato" e quindi accetto la vicinanza di gente sbagliata, dando mille occasioni di riscatto. Quando scopro che il mio sesto senso ha fallito, è immensa gioia e gaudio, quando, invece, confermo le mie valutazioni, mi guardo allo specchio e mi dico: "Te l'avevo detto."e si ricomincia.

Sono sempre stata così, in tutto, anche nel sonno: a volte dormo per 13 ore e poi ci sono periodi, giorni o settimane in cui tre ore a notte sono troppe. 
Quando studio per un esame, il mio obiettivo non è mai superarlo, ma sperare e ambire al massimo. Quante volte, mia madre al telefono, forse un pò preoccupata dai miei atteggiamenti  mi ha detto: "Guarda che anche un 18 va bene eh.". Ma perché? Perché dovrebbe andare bene? Certo, se per sfiga, per emozione o chissà cos'altro dovessi prendermi un 18, lo accetterei giusto per non dover ristudiare quelle stesse pagine, di nuovo, ma non sarebbe affatto un bel momento. Che senso ha fare le cose per dovere, farle arrangiate giusto per portare a casa il risultato? E poi dipende da qual è per te, il risultato. Io vivo, fino alla fine ma non voglio sopravvivere. Voglio stancarmi, sfinirmi e non avere niente da rimproverarmi.
Voglio poter essere sempre soddisfatta di me stessa e soprattutto non voglio, dopo aver preso delle decisioni, voltarmi indietro e pentirmi di ciò che ho fatto.Fino ad oggi, tranne una sola volta, ci sono sempre riuscita e questo mi rende fiera della mia tenacia, della mia grinta, del mio modo di attaccarmi alle situazioni e spremermi per cercare il buono che può esserci.
Sono una donna impegnativa e anche per me, a volte, la pesantezza del mio essere è insostenibile ma poi penso che non vorrei essere in nessun altro modo.



lunedì 18 febbraio 2013

Consigli per gli acquisti.

Cari lettori,
Come va? Io sono sempre più assente, scrivo poco e non riesco ad aggiornare spesso il blog.
Che ve lo dico a fa? Sono alle prese con l'ennesimo esame, sembra che non finiscano mai, man mano che diminuiscono, lo sforzo richiesto è maggiore.

Comunque, veniamo a noi. Come avrete notato, io non faccio spesso pubblicità. Non accetto facilmente proposte di collaborazione, non perché mi senta figa, semplicemente perché concepisco questo spazio come qualcosa di privato, di personale e quindi a casa mia, decido io chi far entrare e perché.
Insomma, ho scelto di scrivere solo delle cose che mi piacciono e che mi colpiscono, lo faccio liberamente e spontaneamente e non su richiesta. Che dire che il prodotto x, i gioielli y sono fighi ed invece non li userei neanche sotto tortura, non mi pare una cosa molto corretta nei miei e nei vostri confronti.

Fatta questa lunga, forse anche noiosa, ma doverosa premessa, oggi vorrei parlavi del libro che ho finito di leggere ieri sera e che mi ha davvero entusiasmato: "Tacco 12" di Veronica Benini, autrice di uno dei miei blog preferiti lo: Sporablog.

Essendo una sua affezionata follower, apprezzando i suoi post e lo stile di scrittura, quando è uscito il libro, mi sono precipitata a comprarlo... Avevo la sensazione di comprare il libro di un'amica, sebbene non abbia mai incontrato di presenza la Spora.

Ebbene, devo fare i miei complimenti a Veronica Benini, ho trovato il suo libro leggero ma al tempo stesso utile, divertente, sagace, e inoltre, credo che la scelta di arricchirlo con le illustrazioni (anche quelle fantastiche e opera di Sara Menetti) sia stata una mossa vincente dando quel tocco in più, capace di fare la differenza.
Sarà che in Italia non siamo abituati a questa formula, sarà che pur non sapendo neanche tenere una matita in mano, rimango sempre affascinata dalle immagini... Sarà quel che sarà, ma io ho veramente apprezzato.
È stata la mia lettura serale, tenendomi compagnia nella parte della giornata che più amo e che più odio, facendomi vedere il lato positivo della mia insonnia.

Ho amato i personaggi, tutti, ognuno per motivi diversi.
Marta: la ragazza carina, intelligente e semplice che, però, ha tanto bisogno di scoprire la sua femminilità e il suo lato sexy. E ve lo devo dire?!? Mi sono rivista in lei tanterrimo.
La Sporina: meravigliosa, vorrei avere un'amica come lei, fonte di milioni di consigli saggi e figa all'ennesima potenza.
Gigi e Nando: due fighiiiii che non ce ne stanno in giro. Vi dico solo che durante la giornata, mi vengono in mente le loro battute e rido come una matta, da sola... Questo mi sta creando qualche problemino, perché mi sono trasferita da poco nel #paeseinvisibile e già mi credono tutti, un po' strana grazie a questi episodi... Ma Vabbeh.

Io non vorrei aggiungere altro, perché rischio di raccontare cose che dovreste scoprire leggendo questo libro.
Io il consiglio ve l'ho dato eh, poi non dite che non vi penso... Adesso fate vobis!

Kiss.
R.



venerdì 15 febbraio 2013

Post Volante #3

Un post profondo, ricco di contenuti e pregno di significato, questo che state per leggere.
Chiaramente, mi sto prendendo in giro perché quello che ho in mente è davvero futile e da bionderrima... Ma non ho mai ambito a salvare il mondo dalle brutture quotidiane, dalla cattiveria e dalla follia con il mio blog, quindi posso dare libero sfogo alle mie frivolezze senza dovermi giustificare.

Ho acceso la tv oggi pomeriggio, concedendomi una breve pausa studio, sapendo di trovare una delle poche certezze della mia vita: Maria De Filippi.
Sì, è una certezza e non solo mia, ormai sono più di dieci anni che Mary alle 14:45 sta in tv... Tipo che è quasi una di famiglia e la chiamo, semplicemente, Maria.

Comunque Vabbeh.
Il punto è che guardando il programma, tra le urla delle varie contendenti e i petti "spelati" dei tronisti, la morte dei verbi e dell'Italiano in generale, la cosa che più mi ha colpito è che le corteggiatrici (tutte, o quasi) sono il simbolo della donna cammello.

Ma perché queste fanciulle usano trampoli eccentrici, colorati, kilometrici, pesanti e talvolta, davvero osceni? Dovrebbero, secondo me, scendere di qualche centimetro per il bene del loro portamento. Non sanno gestirli questi tacchi 35 e si nota pur facendo al massimo quattro passi.
I quattro passi meno aggraziati della storia dell'umanità, fatti di ginocchia piegate, spalle curve, culo "appizzato" e camminata da ubriaco.

Io lo so, amiche, che i tacchi sono fighi, che noi pure diventiamo fighe quando li indossiamo... O almeno questo pensiamo. In realtà, non è sempre così, perché quando sembriamo dei cammelli, di Figo c'è davvero poco.
Non dovremmo sopravvalutare le nostre possibilità e capacità, perché si finisce sempre per fare delle figuracce.
Io ne ho preso atto ed evito di ridicolizzarmi, senza rinunciare alla femminilità.

Comunque care Camel Women, se non volete proprio ravvedervi e scegliere delle scarpe più consone, almeno evitate di abbinarle con i collant color carne lucidi... Almeno questo, vi prego.